Feb 27, 2017

TOR MARANCIA STREET ART

Spesso ci domandiamo se una città come Roma è pronta al cambiamento, se resterà sempre e solo quella storica dei Papi, degli imperatori e dei grandi artisti.

Sicuramente nell’immaginario mondiale è, e resterà questo, ma dal 2010 è diventata fortunatamente anche altro.

Da quell’anno infatti c’è una Roma più contemporanea legata a forme d’Arte nuove non convenzionali, c’è la Roma della street art, dei colori, della periferia, che inaugura una nuova stagione di ricerca e di partecipazione per una capitale Mondiale .

Diverse sono le aree sulle quali si sono accesi i riflettori dopo l’intervento di street artist internazionali venuti in città.

Pigneto, San Basilio, Testaccio, Prenestina al civico 913 (dove oggi un complesso occupato è diventato un museo il MAAM), Ostiense, sono i quartieri per i quali Roma è finita sulle pagine del New York Times dove per la prima volta si è parlato di “Ostiense district”.

Ma quella di cui vi parliamo oggi noi di Nafi è l’ultima periferia rigenerata da questa forma d’arte, che anche in questa città così apparentemente statica, sta diventando sempre più importante; vi portiamo a  Tor Marancia.

Tor Marancia, vicina alla Garbatella stretta tra Appia Antica ed Eur viene costruita negli anni venti, sopra terreni paludosi, immigrati e sgomberati iniziarono a costruire un quartiere fatiscente di casette di legno e muratura, tutte erano accomunate dai pavimenti in terra battuta e dalla mancanza di servizi igienici. Si sviluppa e resta negli anni un quartiere popolare ed a differenza delle altre zone nominate prima come Pigneto o Testaccio non è mai stata rivalutata veramente come avrebbe dovuto o quanto meno non è mai stata così inserita in una rivalsa sociale vera e propria

Grazie al progetto Big City Life, iniziativa di arte pubblica partecipata per la riqualificazione urbana, venti artisti, provenienti da diversi paesi, hanno realizzato dipinti murali monumentali sulle facciate delle undici palazzine del comprensorio di via di Tor Marancia 63.

Big City Life nasce proprio con l’obiettivo di rafforzare il tessuto sociale e riqualificare una di quelle periferie spesso dimenticate come dicevamo prima. Un museo per il popolo che ricollega centro e periferia, che riconnette un tessuto sociale riportando il turista a scoprire una parte di Roma sicuramente poco conosciuta e più contemporanea.

Big city life viene ideato da 999Contemporary (Stefano Antonelli, e Francesca Mezzano sono loro che porteranno i grandi street artist a Roma con i primi interventi ad Ostiense pagandoli di tasca propria nel 2010), finanziato da Fondazione Roma e dal Campidoglio, patrocinato dall’VIII Municipio e condiviso con l’Ater, con lo scopo di trasformare la borgata romana in un distretto di arte pubblica contemporanea unico al mondo, coinvolgendo in questo processo la comunità locale, le scuole e le associazioni di quartiere.

Tor Marancia era una periferia di case popolari dimenticata e condannata all’immobilità finché il progetto Big city life non ha riacceso i riflettori anche qui e dobbiamo dire che lo spettacolo è da non perdere. Le opere sono maestose e la cosa bella che ci raccontano i residenti è che le opere sono una simbiosi. Gli artisti ci dicono “si sono confrontati con noi, modificando a volte anche i loro disegni”, “ abbiamo dipinto insieme” “abbiamo collaborato, ci siamo divertiti”. Durante i lavori ci raccontano, la mobilitazione è stata straordinaria c’era chi dipingeva, chi piantava fiori e alberi e i giardini fino ad allora dimenticati sono rinati.

Insomma Big City Life, che è ancora in via di completamento, ha coinvolto tutti, ha creato simbiosi, ha dato speranza che le cose si possono cambiare se ognuno ci mette del suo.

Ventuno artisti, provenienti da undici Paesi del mondo: Seth, Philippe Baudelocque (Francia), Gaia (Usa), Lek & Sowat (Francia-Usa), Jaz (Argentina), Vhils, Pantonio (Portogallo), Moneyless, Alberonero, Mr Klevra, Domenico Romeo, Danilo Bucchi, Diamond, Matteo Basilé (Italia), Clemens Behr, SatOne (Germania), Reka (Australia), Jerico (Filippine), Inti (Cile), Best Ever (Gran Bretagna), Caratoes (Hong Kong), hanno dato vita ad un polo artistico unico nel suo genere, ridando dignità ad un quartiere abbandonato a se stesso.

Non vi resta che andarlo a visitare e se ci siete già stati ritornate perché le opere sono in continua evoluzione e se ne aggiungono sempre di nuove, e poi andate e parlate con i residenti vi racconteranno di quell’umanità che a volte sembra perdersi ma che qui a Tor Marancia l’arte o meglio la street Art ha saputo riportare.

www.999gallery.com

www.bigcitylife.it

Credit : Isabella Talone | Fabrizio Politi

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