Apr 26, 2017

PALAZZO COLONNA GIOIELLO DEL BAROCCO ROMANO

Palazzo Colonna, il gioiello del Barocco Romano

Certe volte sembra che Roma abbia già detto tutto.

Vicoli fantastici, il Colosseo, piazza Navona, il Pantheon, Monti, Testaccio, Pigneto, il Cupolone e chi più ne ha più ne metta… Quasi ci si rassegna a tanta bellezza e si pensa sempre di aver visto tutto. Ma quando si dice che non basta una vita per scoprirla tutta, beh, è proprio vero.

Si !!! perché in un giorno di primavera girando così per caso Io e Fabrizio decidiamo di entrare in un posto che fino ad allora avevamo visto solo da fuori e sinceramente non sapevamo neanche fosse aperto al pubblico.

Di cosa parliamo?! Parliamo di Palazzo Colonna in via della Pilotta 17, o meglio lì si trova l’entrata alla parte che si può visitare, ma l’intero palazzo dà su piazza SS. Apostoli.

E bene la sorpresa è tanta perché entriamo in quello che è il gioiello del barocco romano, un delirio architettonico immenso e ricco di opere d’arte.

Gli occhi non sanno dove guardare tanta è la bellezza, appena fatta la prima rampa di scale subito ci si immerge nella splendida Galleria  opera d’immenso valore. Ma prima di raccontarvi la nostra passeggiata all’ inteno del Palazzo vi vogliamo fare un breve cenno storico che servirà a darvi meglio i connotati di questo gioiello.

Palazzo Colonna è diviso in diverse ali e la sua edificazione si è prolungata per cinque secoli, creando delle sovrapposizioni di stili architettonici diversi tra loro ben visibili in ogni area interna ed esterna del Palazzo, un area che si estende nel totale per circa tre ettari, rendendolo il palazzo nobiliare più esteso della città. Il palazzo risale al XII secolo ed è stata la residenza dei colonna da sempre ( tutt’oggi gli eredi risiedono all’interno di alcune ale del Palazzo). E’ qui che Papa Martino V realizza in dieci anni un grande rinascita culturale, urbana e amministrativa della città di Roma, che dopo il tremendo periodo Avignonese era stata praticamente ridotta allo stremo.

Palazzo Colonna è tra i pochi edifici che non vengono dati alle fiamme durante il sacco di Roma, e grazie ai buoni rapporti della famiglia con l’ Impero riesce ad offre un rifugio sicuro ad oltre tremila cittadini romani.

Nel corso del 1600, il Palazzo assume la veste di un grande palazzo barocco quello che oggi vediamo, per volere di tre generazioni di famiglia, i cui principali esponenti sono Filippo I, il Cardinale Girolamo I e Lorenzo Onofrio, che si affidano ad architetti e artisti di grande spessore. Gian Lorenzo Bernini, Antonio del Grande, Carlo Fontana, Paolo Schor sono alcuni dei nomi che vengono interpellati.

Risale a quest’epoca la costruzione della splendida e maestosa Galleria Colonna, che si affaccia per 76 metri su Via IV novembre; autentico gioiello del barocco romano, che insieme agli appartamenti più rappresentativi e di maggior pregio artistico del Palazzo, ospitano le Collezioni di famiglia. Tra i tanti, Pinturicchio, Cosmè Tura, Carracci, Guido Reni, Tintoretto, Salvator Rosa, Bronzino, Guercino, Veronese, Vanvitelli .

Fatto questo breve ma doveroso cenno storico che potrete comunque ampliare sul sito di Palazzo Colonna (http://www.galleriacolonna.it ) vi raccontiamo un pò quella che è stata la nostra esperienza.

Prima cosa che vi consigliamo è quella di fare la visita completa, alla biglietteria danno diverse opportunità come ad esempio solo la galleria o galleria + stanze ecc. ecc. voi optate per il biglietto completo perché è con quello che assaporerete la struttura reale e l’importanza di questo posto.

La nostra visita comincia dai giardini del palazzo. Peccato essere capitati subito dopo la fioritura delle magnolie, perché già così è un tripudio di bellezza immaginiamo con le magnolie in fiore… Strutturati come i classici giardini all’italiana, questo giardino pensile si trova alle pendici del colle del Quirinale.

Nell’antichità l’area era qualificata dalla presenza dei resti monumentali di un grandioso tempio (fine II-inizi III secolo d.C.). I giardini tramite ponticelli si collegano direttamente al Palazzo e l’edicola con al centro la statua di Marcantonio II Colonna edificata tra il 1711/13, costituisce il terminale prospettico della galleria. Sempre nel 1700 fu restaurato il ninfeo posto dall’altro lato del giardino: già decorato da statue antiche, venne arricchito con vasi di agrumi ed ulteriori sculture. Nel XX secolo venne invece realizzata ad opera dell’architetto Tommaso Buzzi la decorazione a mosaico della parete superiore.

Rientrati nel palazzo attraversiamo la bellissima galleria che, come dicevamo, è il vero gioiello del Barocco Romano, con opere come quella della volta sovrastante la Sala della Colonna Bellica che è di Giuseppe Chiari o i tanti capolavori artistici presenti nella Sala come lo splendido dipinto del Bronzino raffigurante Venere Cupido e Satiro o ancora i tre grandi dipinti di Michele di Ridolfo del Ghirlandaio raffiguranti La Notte, sopra il Bronzino, e, sulla parete opposta, L’ Aurora, e Venere e Amore.

Nella Sala Grande, gli occhi si perdono nelle quattro grandi specchiere affrescate da Mario dei Fiori, Giovanni Stanchi e Carlo Maratta, e l’imponente successione di capolavori pittorici ad opera del Guercino, Salvator Rosa, Jacopo Tintoretto, Francesco Salviati, Guido Reni, Giovanni Lanfranco e tanti altri artisti.

Solo qui in  galleria ci saremmo fermati un ora.

Proseguiamo poi negli appartamenti che gli eredi finalmente hanno deciso di mettere a disposizione di tutti. E potrete quindi ammirare diverse sale.

La Sala dell’Apoteosi di Martino V ricca di capolavori importanti: Il Mangiafagioli di Annibale Carracci è tra i più famosi e rappresenta il pasto di un contadino del XVI secolo ma le opre in questa sala sono innumerevoli.

La Sala del Trono, ancora dedicata al Papa di famiglia, Oddone Colonna dove potrete ammirare ai lati del ritratto di Martino V sono collocati due piccoli ritratti raffiguranti Marcantonio II Colonna, trionfatore a Lepanto, e sua moglie Felice Orsini, ad opera di Scipione Pulzone.

La Sala dei Primitivi, dove si possono ammirare molti dipinti di squisita fattura. Tra i tanti, La strage degli innocenti di Jacopo del Sellaio, La Resurrezione di Cristo e di alcuni membri della famiglia Colonna alla fine dei tempi di Pietro da Cortona e la Nascita della Vergine di Francesco Cozza.

La Sala gialla, o sala d’ingresso all’Appartamento Galleria dall’interno del Palazzo, è posta tra le Sala dei primitivi e il Salone della cappella. Gli affreschi parietali sono opera dei fratelli Giuseppe e Stefano Pozzi (autori del corredo figurale) e di Giovanni Angeloni (per i paesaggi ed ornamenti) .

Il Salone della Cappella che conserva alcuni arazzi della serie della regina Artemisia: i due ai lati della finestra e quello sulla parete d’ingresso sono datati ai primi anni del XVII secolo (manifattura di Parigi – Boulevard St. Marcel). Presente in sala anche il Mosé con le tavole della legge del Guercino e il lampadario, il più grande del palazzo, realizzato a Murano nel XVIII secolo.

La Sala dell’Arazzo, che prende il nome dal maestoso arazzo francese dei primi del ‘600, anch’esso di manifattura di Parigi – Boulevard St. Marcel, raffigurante la Regina Artemisia che assiste alla lezione di equitazione del figlio, il giovane principe Lygdamis.

La sala dei ricami prende il nome dalle pregevoli tappezzerie “all’indiana”, della metà del XVII secolo, che adornano le pareti, tessute con la tecnica del filo d’oro e seta. Il baldacchino centrale riporta gli stemmi Colonna e Pamphilj, per il matrimonio di Filippo II Colonna, figlio di Lorenzo Onofrio Colonna e Maria Mancini Mazzarino, con Olimpia Pamphilj, avvenuto nel 1697.

Vero gioiello tenuto chiuso per anni ma ora riaperto al pubblico sono gli appartamenti della Principessa Isabelle un apoteosi di veri capolavori  uno scrigno di tesori, che amava mostrare soltanto agli amici più intimi ma che oggi fortunatamente è a disposizione di tutti.

Come ad esempio la Sala del Vanvitelli che racchiude ben 37 vedute dell’artista, o la Sala delle feste, la Sala della Fontanala Sala del Dughet  e la Sala del Mascherone.

Sale che non vi raccontiamo nei dettagli perché siamo sicuri di avervi incuriosito. L’arte non va solo spiegata va vissuta, e immergervi per due/Tre ore (questo più o meno è il tempo della visita intera) vale sicuramente più di mille parole.

Non voleva essere una descrizione storica del palazzo ma più un incuriosirvi a visitarlo.

Presto vi parleremo anche della parte food/eventi del Palazzo La Coffee House di Palazzo Colonna un posto davvero speciale… Stay Tuned

Credit : Isabella Talone | Fabrizio Politi

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