Set 02, 2017

THE ALLIS SOHO HOUSE, NON E’ IL SOLITO LOCALE COOL

The Allis Soho House, non è il solito locale cool

Un palazzo costruito ad inizi novecento esattamente nel 1907, con l’idea poi concretizzata, di insediarci una grande fabbrica. Un edifico commissionato da Charles Allis industriale, collezionista, filantropo, che doveva ospitare una delle più grandi fabbriche produttrici di pelle di Chicago.

Mattoncini ruggine all’esterno e struttura neo classica tipica di quella che diventerà poi lo zoccolo duro dell’architettura di Chicago, 6 piani  di capannone industriale.

Un edificio il The Allis (come si può intuire prese il nome dal proprietario) all’interno del quale oggi nasce un locale che chiamare cool o trendy è davvero limitativo a noi piace definirlo Cozy, stiamo parlando del The Allis Soho House di Chicago (http://www.theallis.com).

Questo Bar, Ristorante, Tea Room, dalla personalità raffinata con l’anima da salotto di casa, è situato nel West Loop della città, all’interno del palazzo Allis, uno dei migliori esempi di loft in design industriale di Chicago.

Noi ci siamo arrivati facilmente partendo dall’ Hard Rock Hotel (bit.ly/2euj76y) linea verde direzione Harlem e siamo scesi a Morgan Station, 5 minuti a piedi e siamo arrivati davanti a questa palazzine di 6 piani.

Il progetto fu commissionato dallo stesso Charles Allis all’architetto Lawrence G. Hallberg, specializzato nella realizzazione di fabbriche, che è riuscito a combinare ampi spazi con dettagli decorativi molto molto particolari come una torre d’acqua che si trova sul tetto, che attualmente fa parte della hall di Soho House Hotel (https://www.sohohousechicago.com).

Si perché il The Allis Soho House è situato all’interno della catena di hotel Soho House, presenti ormai in tutto il mondo.

Nel 2012 Soho House ha acquistato l’intero palazzo Allis e cominciato i lavori di ristrutturazione rispettando in pieno quella che sarebbe stata la volontà di Charles Allis.

Il The Allis Soho House appena entri si presenta subito come un ampio salotto di casa come dicevamo prima, basta non fermarsi al primo impatto che lo farebbe sembra un locale inaccessibile quanto è bello e curato in ogni minuzia.

Un’ atomsfera ipnotica in questo magazzino post industriale di 6 piani riconvertito a luogo Artsy da vivere ogni ora del giorno.

Enormi lampadari di cristalli attraversano tutto il loft, un ambiente rilassato e accogliente un ampio spazio sociale come purtroppo mancano in Italia ( o per lo meno sono ancora davvero molto pochi) per riunioni, un boccone veloce, un drink dopo il lavoro o per cocktail in notte tarda se si vuole.

Un lounge bar che con le sue ampie vetrate tipiche dei loft ricavati da ambienti industriali da una luce naturale molto intensa e una bella veduta su strada.

Entrando sulla destra si trova un ampio bancone di legno, tipico di quel gusto Deco che pervade tutta Chicago, che fa da bar, e una scala che porta su quello che è la parte ristorante di The Allis Soho House.

Sulla sinistra piccoli corner di divani in pelle, velluto e tappezzerie varie creano degli angoli di privacy dove passare del tempo, lavorare, leggere scrivere tutto senza che nessuno ti disturbi.

Qui in questo ampio loft il tempo lo puoi gestire come a casa e l’impressione che abbiamo appena entrati che sia proprio così, tutti quelli presenti in sala sono intenti a fare qualcosa come nel salotto di casa.

In fondo sempre sulla sinistra un’ altra scala porta al piano superiore con tavoli e divani dove poter gustare una colazione, piuttosto che un tea, piuttosto che un brunch.

Noi optiamo per un brunch vista l’ora e ordiniamo :

HOUSE GRANOLA yogurt greco, frutti di bosco

TWO EGGS ANY STYLE, pomodoro arrosto, avocado, salmone affumicato, pane tostato

QUINOA PANCAKE bacche, acero, fragole

HOUSE FRESH JUICE RED mela, carota, ananas, zenzero, barbabietola, arancia, limone

Ci abbiamo passato due ore io e Fabrizio quel giorno all’interno di questo luogo senza tempo e ci siamo tornati altre due volte durante il nostro soggiorno a Chicago, The Allis Soho House è uno di quei posti di cui non puoi non innamorarti, da segnare in agenda se passate a Chicago.

Credits: Isabella Talone | Fabrizio Politi

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