Lug 10, 2017

RESTAURI ARTISTICI SQUATRITI, UN LUOGO FUORI DAL TEMPO

Restauri Artistici Squatriti: Ospedale delle Bambole, un luogo sospeso nel tempo

Un Ospedale dove vecchi oggetti tornano a nuova vita, è possibile?

E’ possibile staccarsi per un attimo dal concetto di usa e getta e ritornare a quello che un tempo gli oggetti, anche futili ci lasciavano, i ricordi?

Si, in via di Ripetta 29 da Restauri Artistici Squatriti  è possibile.

Metti una passeggiata di sabato mattina, in un luglio molto accaldato dove Io e Fabrizio decidiamo di goderci un pò di questa città, che lentamente nei weekend si svuota, una strana sensazione vederla così, disponibile solo per noi.

Giretto sul lungotevere con una luce pazzesca, arriviamo nei pressi di Piazza del Popolo dove precisamente in via di Ripetta, decidiamo di parcheggiare proprio di fronte  una vetrina molto particolare.

Una vetrina che abbiamo visto molto spesso e che a Roma è conosciuta come la vetrina del ¨negozio del Terrore¨.

Si avete capito bene ¨il negozio del Terrore¨ viene chiamato così, un posto fuori dal tempo.

In effetti  ad un primo sguardo poco attento può sembrare la scena di un film dell’orrore perché l’occhio si sofferma su teste, braccia, corpi di bambole antiche, una sorta di “ cimitero “ delle bambole, ma in realtà scopriremo che così non è.

La curiosità che di certo non ci manca, ci spinge ad entrare, ad andare oltre quella vetrina, a voler scoprire cosa c’è.

Entriamo in una piccolissima bottega di circa 15mq, e troviamo un uomo chino davanti al suo tavolo di lavoro intento a riparare un piattino di ceramica, gli chiediamo se possiamo entrare a curiosare e lui con un aria molto serena e soddisfatta ci dice: “certo che potete anzi mi fa molto piacere che finalmente qualcuno si decida ad entrare e non si ferma solamente sul ciglio della porta”.

Come si chiama ? Gli chiede subito Fabrizio, Federico risponde …

E comincia così uno di quei racconti che non finiresti mai di ascoltare.

Un racconto fatto di storie passate, ma rese attuali con la continuità che lui e la mamma hanno deciso di dargli non abbandonando questa vecchia bottega.

Mentre curiosiamo tra la miriade di oggetti presenti in questo piccolissimo spazio gli diciamo: “Federico ma lo sai come chiamano la tua bottega? “ e lui intento nel riparare un piattino di ceramica che ha tra le mani, ci dice “no ditemi…” Lo chiamano il negozio del terrore.

Si fa una grossa risata dicendo “ e perché mai? Questo è un negozio dove ridiamo vita ai ricordi, ma spesso la gente si ferma alla superficialità dell’apparenza non va oltre e resta a guardare solo quello che gli cade sotto gli occhi senza vedere realmente”.

“ Vedete quella vetrina, piena di pezzi di bambole” certo, gli rispondiamo è quella che ci ha spinto ad entrare, ” bene quello non è un cimitero come pensano tutti ma il luogo dei ricordi. In quella vetrina i clienti mi danno il permesso di mettere tutto ciò che amano, ma che non si può riparare, non vogliono buttare i loro ricordi e allora lasciandoli lì hanno il gusto ogni volta che ci passano davanti di rivedere il loro oggetto e di poter dire: che bello sei ancora lì mi ricordo di quando ti coccolavo e ti tenevo con me “.

“ Gli oggetti ” ci dice Federico, “ molto spesso non devono avere per forza un valore commerciale, questo Pulcinella ad esempio non vale nulla probabilmente è stato preso su una bancarella senza valore ma mi hanno chiesto di ripararlo perchè la persona che me lo ha portato molto probabilmente lo lega ad un valore affettivo.”

Lo sguardo in questo negozietto si perde alla ricerca di mille oggetti accatastai uno sull’altro, Federico ci racconta che fu voluto dal nonno. Gli Squatriti erano una famiglia di attori ma dopo la seconda guerra mondiale la crisi e la fame portarono nonno Federico ad imparare l’arte del restauro, che da allora trasmise a tutta la famiglia.

In questo “Ospedale delle Bambole” Federico e la mamma Gelsomina di 76 anni riparano di tutto, e l’arte di curare le bambole non esclude la riparazione anche di oggetti e ceramiche di qualsiasi genere e valore.

Il lavoro ci dice Federico per noi non è un problema , noi passiamo qui dentro anche 12 ore al giorno se è necessario e riusciamo a riparare 4/5 oggetti al giorno in base alla gravità. La maggior parte sono bambole di legno o di carta pesta del XIX secolo, periodo in cui venivano considerate, per la loro bellezza, come oggetti da contemplare o da usare per giocare. Adesso sono sempre più spesso pezzi da collezione, ma per molti sono ancora ricordi da poter conservare, quindi l’amore oltre alla tecnica della riparazione deve essere tutto.

Salutiamo Federico che deve assolutamente tornare al suo lavoro, “ passano oggi a ritirare questo piattino mi devo sbrigare la sig.ra che me lo ha portato ci tiene tantissimo anche se alla fine è un piattino senza valore economico è stampato vedete? Ma il ricordo, quello si che è importante“

Se anche voi avete ricordi legati ad oggetti da cui non vi volete separare, venite qui da Federico e Gelsomina in questo luogo fuori dal tempo dove i vostri ricordi non smetteranno mai di essere, io e Fabrizio ne abbiamo preparati già una valigia…

Restauri artistici Squatriti
Via Di Ripetta 29
00186 Roma (RM)
tel: 06 3610232

Credit: Isabella Talone | Fabrizio Politi

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