Nov 26, 2017

PARIGI, LA SUA BELLEZZA ETEREA E TUTTI I SUOI SAPORI

Parigi, la sua bellezza eterea e tutti i suoi sapori

Margaret Anderson diceva: “Parigi è la città in cui amo vivere. A volte penso che questo sia perché è l’unica città al mondo dove basta fare un passo fuori da una stazione ferroviaria, la Gare d’Orsay, e vedere, contemporaneamente, i principali incantesimi: la Senna con i suoi ponti e le bancarelle, il Louvre, Notre Dame, i giardini delle Tuileries, Place de la Concorde e l’inizio degli Champs Elysées. Insomma quasi tutto, tranne i Giardini di Lussemburgo e il Palazzo Reale. Ma quale altra città offre così tanto quando si scende da un treno?”

In realtà probabilmente aveva proprio ragione lei, ed è proprio scendendo da una stazione all’altra della metro per visitarla che io e Fabrizio in quest’ultimo viaggio fatto a Parigi abbiamo scoperto molti posticini davvero da provare.

Questa volta l’itineraio non era ben definito, Parigi è una città che sia Fabrizio che io conosciamo abbastanza bene, c’era semplicemente la voglia di passare qualche giorno nella capitale Francese ed involontariamente ci siamo ritrovati a fare un “food tour ” ed a riscoprire una città che da questo punto di vista, ha davvero da offrire molto.

Parigi è sempre stata molto aperta alle contaminazioni culinarie ma ha avuto sempre ben presente anche la propria storia, è una città dove se si esce fuori dalla solita consuetudine dei Bistrot che qui sono nati, si può trovare scelta per tutte le tasche e sopratutto per tutti i palati.

Sicuramente il fatto che il The Hoxton Paris ( https://thehoxton.com/paris/paris/hotels ), l’hotel in cui soggiornavamo e di cui vi parleremo nel dettaglio tra qualche giorno perchè merita un capitolo a parte, ci ha aiutato nella scoperta di molti locali. Situato in zona Operà/Bourse (il quartiere attorno all’Opéra e alla Bourse è un paradiso della Belle Époque, composto da grandi viali, arcate raffinate e intrattenimento popolare in stile Art Nouveau) ci ha permesso di passeggiare molto a piedi ma sopratutto di poter prendere la metro in tranquillità per gli spostamenti.

Tra un giro a Montmartre, con relativa salita sui tetti di Parigi giusto per non farci mancare nulla e giusto perchè Fabrizio si dimentica sempre che soffro di vertigini, una passeggiata a Les Halles in giro per i vari negozietti vintage, l’impagabile atmosfera del Marais e l’immancabile visita agli Champs Elysées e ai giardini delle Tuileries, sembravamo trottole impazzite ma questo ci ha permesso  di scoprire i posticini che vi dobbiamo assolutamente raccontare.

Quindi questa volta scordatevi la lista dei Musei delle strade piuttosto che del negoziato particolare da vedere ma concentratevi sul food, questa sarà la nostra piccola guida ai sapori di Parigi.

Polpo Brasserie

Se volete un pranzo o una cena o magari solo fare un aperitivo un pò fuori dai percorsi soliti Parigini, se volte godervi le rive della Senna senza la massa di turisti che ormai la popola, ecco se volete tutto questo io e Fabrizio abbiamo scoperto un posticino niente male Polpo Brasserie (http://www.polpo-brasserie.fr).

Un pochino fuori dal centro di Parigi in zona Levallois-Perret precisamente, prendendo la linea 3 e scendendo Pont de Levallois – Bécon troverete ormeggiato sulle rive del fiume un grande battello, lì si trova Polpo Brasserie un luogo atipico per gli stereotipi Parigini ma perfettamente in linea con le esigenze di modernità della città.

Appena si arriva ci si rende subito conto di quanto è enorme questo battello più di 600mq con una vista a 180 gradi sulla Senna.

L’arredamento è fantastico, il personale ci dice che è firmato da Laura Gonzalez, parquet chiaro, lampadari in vimini di diverse forme, enormi tappeti e tappezzerie dai toni caldi rendono il tutto molto accogliente.

Questo è il ristorante galleggiante più grande d’Europa ma gli spazi che l’architetto è riuscito a creare all’ interno risultano essere corner intimi dove poter stare appartati e tranquilli oppure condividere se si è in molti, tavoli sociali predisposti un pò ovunque in tutto il locale, un grande angolo bar permette di fermarsi qui anche solo per un aperitivo.

Appena si entra ci si trova subito accolti da una piccola sala d’attesa dove un piccolo bar e dei divani permettono di aspettare comodi qualora il tavolo non fosse ancora pronto, si scende qualche scalino e subito gli spazi diventano ampi e la vista sulla Senna è fantastica.

Noi siamo stati da Polpo Brasserie per pranzo il menù è abbastanza semplice e a base di pesce, i prodotti sono sempre stagionali e sono utilizzati per piatti apparentemente semplici che nascondo in realtà una cucina molto raffinata.

E noi potevamo non provarla questa cucina?! Certo che no e allora e ordiniamo:

Soupe de poissons, rouille et croûtons

Saumon gravlax mariné à l’aneth

Salades Polpo ( Saumon mariné à l’aneth, crevettes, poulpe, tomates, radis, fenouil, roquette, sucrine )

Poulpe en persillade & chorizo Eric Ospital

Il tutto accompagnato da Rosé de provence IGP Méditerranée Palm Château de L’Escarelle.

Il caffè lo prendiamo sui divanenti della terrazza panoramica tra le onde della Senna in una classica giornata uggiosa di Parigi.

Segnate in agenda perchè ne vale la pena.

Le Petit Rétro

Una cena negli ultimi veri bistrot Parigini non la si può perdere e allora come meta per la cena scegliamo Le Petit Rétro (http://petitretro.fr) situato a metà strada tra l’Arc de Triomphe e la Tour Eiffel in zona Trocadéro.

Ci si arriva facilmente in metro prendendo la linea 2 scendendo a Victor Hugo o come abbiamo fatto noi, prendendo la linea 2 e scendendo a Trocadéro e facendosi una bella passeggiata a piedi per circa 800mt.

Questo locale non ci è del tutto nuovo in realtà Io e Fabrizio ci eravamo già stati in un altro viaggio ma è diventato quasi un punto di riferimento per noi qui in città e ci fa sempre piacere tornare.

Le Petit Rétro viene inaugurato nel 1904 come ci dice Gregory l’attuale proprietario (che ormai ci riconosce e scambia sempre due chiacchiere con noi) ed è nell’elenco dei luoghi storici di Parigi grazie alla sua struttura rimasta intatta nel tempo.

Il locale, non è molto grande in realtà, ma raccoglie tutto quello che è lo stile dell’Art Nouveau Parigino. Già dall’esterno il locale appare subito con quel fascino antico che solo i bistrot parigini sanno tenere in vita, appena entrati sembra di tornare a quella che era l’atmosfere di una Parigi d’inizio ‘900. Le pareti e i soffitti della casa sono decorati con piastrelle di terracotta, decorate con motivi floreali tipici dell’Art Nouveau, maioliche ci dice sempre Gregory prodotte alla fine del XIX secolo dall’Atelier d’Auteuil, creato da Charles-Edouard Haviland.

Gregory rileva il locale a maggio 2013 ma decide da subito di mantenere intatto lo spirito degli anni 20 e della Belle Époque mantenendo gli standard della cucina tipica dei bistrot Parigini. 

Le Petit Rétro ha una cucina tipica della tradizione Francese, il menù è ben strutturato e cosa che amiamo sia io che Fabrizio, non si presenta con mille mila portate ma è concentrato in alcune tipicità francesi di pesce e sopratutto di carne che qui viene cucita ancora con metodi “ di casa ” e una carta dei vini molto ben fornita il tutto con ingredienti con denominazione di origine controllata.

Tutti i formaggi vengono forniti da Jean-Yves Bordier uno degli ultimi artigiani di Parigi ad impastare in una impastatrice di legno, è anche l’unico oggi che vende burro su richiesta per i grandi chef;produce burro personalizzato, con l’umidità e il sale che vogliono, in base ai diversi usi e alle esigenze di ognuno.

La serata qui da Le Petit Rétro trascorre con la sensazione di essere fuori dal tempo, la gentilezza dello staff, le luci soffuse la buona musica rende tutto estremamente piacevole.

Per cena noi ci facciamo consigliare da Gregory che ci fa portare:

Les champignons du marché au sautoir,un bouquetd’herbes fraîches& tuile parmesan

Côtedebœuf«400g»fleurdesel(Guérande&Maldon)

Cocotte de légumes ou bliés (àcru, confits &pochés)

Brioche per due vanille Bourbon& crème anglaise

Il tutto accompagnato da un ottima bottiglia di chablis francese naturalmente.

La cosa che veramente ci stupisce ogni volta che veniamo in questo locale è la cottura della carne sempre perfetta cucina in maniera eccellente con metodi che Gregory non ci svela , perchè ci dice “ così la prossima volta tornate perchè volete capire come la prepariamo”… Ed ha ragione perchè appena usciti la voglia di tornaci è immediata.

Angelina

Nasce nel 1903 da un pasticciere Austriaco Antoine Rumpelmayer ed è ormai un grande classico della pasticceria Parigina quella alta, raffinata, stiamo parlando naturalmente di Angelina (http://www.angelina-paris.fr/fr/) la sala da tè per eccellenza della capitale francese.

Si trova sotto gli archi di Rue de Rivoli nella bellissima zona tra il Louvre il Palais-Royal e di fronte ai giardini giardini delle Tuileries appena si entra in questo posto si ha subito un inevitabile rendez-vous di quello che poteva essere l’aristocrazia parigina; qui in questi salotti, Proust, Coco Chanel e i più grandi couturier francesi venivano a discutere di lavoro o semplicemente a rilassarsi davanti ad un Mont Blanc tipico della casa.

L’architetto che ha progettato il tutto è Edouard-Jean Niermans famosissimo durante il periodo della Belle Epoque e nel 2013 ha festeggiato i suoi 110 anni di storia.

Ma se siamo venuti qui io e Fabrizio il motivo è uno e uno solo fare una una buona e classica colazione parigina ma sopratutto mangiare il loro Mont Blanc (dolce preferito di Fabrizo).

Qui il Mont Blanc è una cosa seria e combina meringa, crema Chantilly e vermicelli crema di marrone, delizia vera per il palato (io personalmente non amo i dolci ma qui non posso assolutamente rinunciare a mangiarlo). Grazie alla sua ricetta unica, il Mont Blanc è diventato l’emblema della casa Angelina e ha preso il nome dal 1903.

Decidiamo di ordinare una classica colazione Angelina e un colazione più healthy, tutti i prodotti che arrivano in tavola sono firmati Angelina come di consueto.

Angelina ormai è un marchio internazionale e molti suoi prodotti, tè, dolciumi, creme spalmabili, caramelle, marmellate si possono trovare nei più alti negozi alimentari di lusso  e in tutte le boutique firmate Angelina presenti ormai in molte città del mondo come Hong Kong, Dubai, Doha, Tokyo e Pechino.

Presente nel menu della colazione classica c’è anche la famosa cioccolata calda africana di Angelina, cioccolata calda vecchio stile, chiamata “l’africano”, perchè è composta da tre cacao di origini africane: il Niger, il Ghana e la Costa d’Avorio, selezionati direttamente dalla casa come ci spiega il direttore di sala, che ci tiene a sottolineare che questi cacao sono appositamente assemblati per Angelina e la ricetta rimane segreta. Sulla fiducia vi assicuriamo che è una delizia.

Per una colazione o un tè qui vi consigliamo sempre comunque di prenotare, ormai è diventata una mecca di turisti e l’attesa senza prenotazione potrebbe rivelarsi molto lunga.

Pink mamma

Un giardino sospetto al 4 piano di un palazzo tutto rosa nel cuore di Pigalle questo è il Pink mamma (http://www.bigmammagroup.com/fr/trattorias/pink-mamma).

Una passeggiata in una giornata uggiosa a Parigi (capirai che novità) zona Montmatre si arriva a Pigalle e s’incrocia per caso un palazzo di mattonelle tutte rosa che fà angolo c’incuriosiamo ed entriamo. E’ più o meno ora di pranzo e la ragazza che ci accoglie e ci spiega un pò la situazione del locale e scopriamo che siamo entrati in un locale Italiano gestito da francesi e italiani per l’appunto.

Tutto nasce dalla passione di due ragazzi Francesi Tigrane e Victor appassionati della cucina Italiana che hanno sempre mangiato da quando erano piccoli venendo in Italia con i loro genitori, e dall’incontro a Napoli con Ciro con Ramon ed Enrico.

La passione di questi ragazzi per le trattorie popolari li porta a pensare di aprire il loro primo ristorante Italiano a Parigi. Sapevano bene che di buoni ristoranti Italiani qui era pieno ma la sfida era quella di portare la vera Italia a Parigi, una trattoria 100% italiana, che utilizza prodotti provenienti direttamente dall’Italia e che vanti uno staff completamente italiano sia in cucina che in sala.

Pink Mamma si sviluppa su quattro piani come dicevamo e ogni piano ha una caratteristica propria , un0 si occupa di pasta, uno di cocktail, uno è un forno a legna e l’ultimo il giardino sospeso sui tetti parigini (quello scelto da noi) che è una “ Griglieria”.

Noi optiamo subito per pranzare all’ultimo piano troppo curiosi di vedere il locale e provare questa cucina italiana. Mentre saliamo  le quattro rampe di scale siamo subito presi a guardare le pareti ricche di quadri e accessori di ogni genere. Un arredamento che sà di casa o meglio come si dice oggi cozy, del resto l’intento dei proprietari era questo una casa del cibo italiano a Parigi. In ogni rampa sbirciamo i locali e ci sembrano tutti davvero molto ben arredati, ma appena saliamo l’ultima rampa è magia pura. L’ultimo piano ha un soffitto e delle vetrate a vista rifinite con piante sulle enormi travi di legno, la vista è spettacolare e dà sui maglifici tetti della città. Un bancone dal gusto Art Deco ornato di fiori fa da sfondo ad una sala molto accogliente, lateralmente alla sala troviamo tavolini con divani che danno sulle finestre.

Lo staff gentilissimo è tutto completamente Italiano e questo per volontà dei titolari che vogliono che ogni piatto qui sia spiegato e valorizzato da chi lo conosce veramente. I ragazzi appena capiscono che siamo gli unici Italiani in sala cercano subito di farci assaggiare e di suggerci i loro piatti preferiti per sapere cosa ne pensiamo.

Decidiamo di prendere:

Burrata mare 125gr (con acciuga e bottarga)

Tartare di manzo Alberto (con melanzane e germogli di oxalis mandorle fresche, salsa dello chef )

Pesce dell’adriatico (al forno, salsa al limone, pomodori datterino, olive taggiasche, erbe fresche)

Come vino scegliamo un Prosecco val d’occa bulles revigorantes, Champomy d’abord

Terminiamo il tutto con un caffè che per la prima volta qui a Parigi possiamo finalmente dire essere buono.

Facciamo i complimenti a tutto lo staff e sicuramente da Italiani possiamo dire che la cucina oltre ad essere con ingredienti freschissimi ( la burrata era qualcosa di eccezionale) e davvero ottima.

Non ci aspettavamo questa bella sorpresa qui a Parigi, nel senso che ogni volta che viaggiamo sia io che Fabrizio comunque vogliamo provare le specialità del luogo non siamo quelli che cercano per forza di mangiare Italiano ovunque e che la cucina Italiana è la sola e unica al mondo, ma questa casualità è stata ben accetta e sicuramente anche qui torneremo per provare gli atri tre piani.

Four Season Hotel George V

Pensate che la perfezione non esiste, che non ci siano luoghi raffinati, eleganti ma anche silenziosi e rilassanti? Luoghi storici di un certo livello dove la bellezza si può unire alla perfezione culinaria, questo posto a Parigi esiste e si chiama Four Season Hotel George V (https://www.fourseasons.com/paris/)

Un hotel 5 stelle posizionato in zona Champs-Élysées si trova dentro un edificio Art Deco del 1928. Una struttura strepitosa che raccoglie in sé tutta la raffinatezza di questa città.

Uno dei pochi Hotel al mondo che al suo interno  offrire cinque stelle Michelin attraverso tre ristoranti, Le Cinq ***, Le George * o L’Orangerie *.

Naturalmente non è un luogo economicissimo come potete be immaginare, ma una volta nella vita bisogna provare la bellezza ed essere coccolati in luoghi dal fascino unico.

Con Fabrizio decidiamo di prenotare per una colazione nella “ La Galerie “ , questo è il cuore di e l’anima dell’hotel. Appena entrati l’atmosfera è già tutta incentrata sul Natale, rarefatta incantevole. Arriviamo al salone La Galerie, e gli occhi si spalancano increduli dalla bellezza, splendidi arazzi fiamminghi, dipinti e mobili del XIX secolo, oltre a numerosi oggetti d’arte  ci accolgono in un luogo dall’eleganza straordinaria.

Il personale di sala gentilissimo ci fa accomodare e ci propongono subito di assaggiare le loro specialità. Chef de La Galerie è David Bizet che sotto la supervisione di Christian Le Squer, ha iniziato a dirigere la cucina per offrire una nuova esperienza culinaria francese di alta qualità offrendo piatti con una combinazione unica di sapori.

Ordiniamo una Parisian Breackfast che comprende:

Scelta di succhi di frutta freschi – arancia, pompelmo, carota, uva o pomodoro

Selezione da forno: croissant, croissant al cioccolato, brioche e panificio del giorno

Baguette e pane a sette cereali

Confetture e miele assortiti

Caffè, tè, tisane o cioccolata calda

A tutto questo il direttore di sala ci fa aggiungere, perché dice che non possiamo assolutamente non provarele, due uova alla cocotte con un fondo di foie gras insaporite da spezie varie, chiamarle delizia per il palato credeteci è poco.

Restiamo in questo luogo un paio d’ore senza che nessuno ci disturbi nella quiete più assoluta, con sottofondo la musica che proviene dal pianoforte di sala. Un salto nel cortile reso a festa da un enorme albero di Natale e via si torna alla realtà.

Sicuramente ci torneremo per provare anche la cucina degli altri tre ristoranti Le Cinq ***, Le George * o L’Orangerie *, nel frattempo però voi appuntatevi questo.

Jadis et gourmande

Una passeggiata nel Marais tra negozietti vintage, il Centre Pompidou e Les Halles e ti ritrovi nel freddo di una Parigi di metà Novembre ad entrare in una cioccolateria molto particolare Jadis et gourmande (https://www.jadisetgourmande.fr)

Entriamo perchè vediamo due tavolinetti fuori e abbiamo voglia di una cioccolata calda, è un pò tardi in realtà il laboratorio sta per chiudere ma il ragazzo, che poi scopriremo essere il maitre chocolatier, ci dice che per noi fa un eccezione e ci prepara una cioccolata strepitosa.

Nel piccolo laboratorio siamo solo noi e lui e allora come sempre cominciamo a chiedere un po di cose, anche perché ci sempre davvero molto ben fornito ma sopratutto vediamo che dietro alla cassa c’ è un laboratorio e subito capiamo che qui il cioccolato si prepara ancora in maniera artigianale.

In realtà  il maitre chocolatier ci spiega che Jadis et gourmande è una piccola catena di laboratori artigianali in totale sono 5 e si trovano dislocati nei principali quartieri di Parigi

Aperto nel 1988, il laboratorio Jadis et Gourmande ha una vera e propria filosofia per la produzione e preparazione del cioccolato: la creatività deve essere affiancata da qualità.

La qualità del cioccolato è fondamentale e tutti i prodotti sono realizzati con puro burro di cacao e ricoperti con il 71% di cacao.

Il maitre ci racconta come la produzione di cioccolato sia un lavoro molto lungo che attraversa fasi molto importanti e inevitabili, ma qui la selezione dei migliori cacao da tutto il mondo è necessaria per la qualità di ogni cioccolatino firmato Jadis et gourmande.

Finiamo la nostra cioccolata, assaggiamo qualche cioccolatino e facciamo un giretto all’interno chiedendo mille cose  al maitre chocolatier che pazientemente ci da tutte le risposte e poi vediamo che realizza delle confezioni regalo davvero molto particolari non perdiamo occasione e cene facciamo realizzare una.

Ci portiamo via anche una caffettiera interamente di cioccolato fondente al 90% e una torre Eiffel al cioccolato a latte.

Se passate per Parigi cercate assolutamente uno dei punti vendita Jadis et gourmande gustate una loro cioccolata calda e perdetevi nell’assaggiare tutti i loro cioccolatini.

Le Ballroom

Al 58 rue Jean Jacques Rousseau si trova l’ultimo dei nostri suggerimenti e non poteva non essere uno speakeasy. In zona Les Halles mentre passeggiavamo per tornare in Hotel per caso abbiamo scoperto questo localino Le Ballroom .

In realtà come sempre siamo stati colpiti dall’entrata e dal bodyguard che si trovava all’esterno.

Entriamo tutto buio, come da prassi per questi luoghi dedicati un tempo al proibizionismo, scendiamo due rampe di scale ed entriamo in un’ambiente molto raffinato. Soffitti con stucchi dorati, pareti e divani di velluto rosso, musica eccellente, ci sediamo al bancone ( non avendo prenotato è già stato un miracolo averli convinti a farci entrare, quindi annotate ma prenotate) e parlando con il barman assaggiamo un paio di cocktail che ci suggerisce lui.

Con questo Io e Fabrizio pensiamo per questa volta di avervi detto tutto, avete preso nota?! Vi mettiamo tutti i link in calce..

A la prochaine fois


Le Petit Rétro 

http://petitretro.fr

Polpo Brasserie 

http://www.polpo-brasserie.fr

Angelina

http://www.angelina-paris.fr/fr/

Four season paris

 https://www.fourseasons.com/paris/

Pink mamma

http://www.bigmammagroup.com/fr/trattorias/pink-mamma

Pink mamma

http://www.bigmammagroup.com/fr/trattorias/pink-mamma

jadisetgourmande

https://www.jadisetgourmande.fr

Le Ballroom 

https://www.facebook.com/pg/LeBallroomDuBeefclub/about/?ref=page_internal


Credits: Isabella Talone | Fabrizio Politi

You Might Also Like

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

[elfsight_instagram_feed id="2"][elfsight_instagram_feed id="3"]