Nov 06, 2017

IL MANIN HOTEL… LA CASA ANTICA DI MILANO

Il Manin Hotel … La casa antica di Milano

Metti due giorni intensi di appuntamenti a Milano.

Metti che ti devi spostare velocemente perchè tra un’ appuntamento e l’altro hai poco tempo.

Metti che le cose da fare sono quasi tutte da un punto all’altro della città ( anche se Milano sostanzialmente è piccola il tempo comunque ci vuole, devi stare comodo).

Metti che tra una cosa e l’altra, se riesci vuoi anche goderti la città e la sua bellezza, e quindi? Quindi la prima cosa da fare è trovare un Hotel che sia centrale e sopratutto comodo per gli spostamenti.

Ecco perché la scelta per questa tre giorni Milanese è caduta sull’Hotel Manin Milano (http://www.hotelmanin.it/it/default.html), un hotel dove eravamo già stati per la Fashion Week   e che ormai prendiamo come punto di riferimento durante i viaggi in questa città.

In questo viaggio però, siamo riusciti a goderci veramente tutti i confort che l’Hotel Manin offre; proprio per l’intensità degli appuntamenti avevamo bisogno di avere un posto dove poterci rilassare e stare in tranquillità dopo delle giornate frenetiche e dobbiamo dire che questo Hotel non ha smentito le nostre aspettative.

Il Manin di tradizione centenaria, è una delle case storiche del centro di Milano è situato di fronte ai giardini pubblici dedicati al grande giornalista Indro Montanelli ( che visse, come ci hanno raccontato i ragazzi dello staff, il Manin come sua seconda casa) è a pochi passi dal Duomo, dalla Scala e vicinissimo a quello che è il quadrilatero della moda, insomma come dicevamo l’ideale come posizione.

In Hotel noi arriviamo la mattina presto, dalla stazione centrale che dista tre fermate della metro linea rossa.

Appena arrivati ci fanno trovare la stanza già pronta, sinonimo di molta efficienza e riusciamo quindi a sistemare i bagagli e a vederla ed è subito amore a prima vista. Per questa tre giorni abbiamo scelto una Panoramic Suite & Pool . Si trova al 7 piano dell’hotel ed è una suite di 30 mq con un terrazza che affaccia sui giardini pubblici Idro Montanelli di 15 mq.

Già al primo sguardo notiamo che la suite è dotata di ogni confort, compreso una minipiscina Jacuzzi sulla terrazza, dove potersi rilassare in tranquillità nella pace di una Milano vista dall’alto. Quello che ci ha fatto innamorare di questa suite appena entrati, oltre alla Jacuzzi, sono stati i dettagli, il pavimento in pietra è interamente lavorato con intarsi di moquette personalizzata, i tessuti di raso sul letto sono davvero un bel contrasto di luce e i tendaggi di lino creano dei giochi al tramonto davvero unici.

La Suite è insonorizzata quindi ideale dopo una giornata intensa come la nostra ed ha un bagno in pietra lavica con servizi separati e porta finestra che da direttamente sul terrazzo. Una cosa che che ci piace dell’Hotel Manin Milano è la linea cortesia BioEnergy a base di estratti vegetali che l’hotel mette a disposizione dei suoi ospiti, prodotti davvero eccezionali che già la scorsa volta abbiamo provato con molto entusiasmo. In questa suite abbiamo trovato un’ ampia scrivania adatta per chi come noi deve lavorare, un minibar molto fornito, connessione wifi eccellente, TV LCD 40 pollici satellitare, insomma tutto quello che ci serve per giornate come quelle trascorse in città.

Una volta arrivati e sistemati i bagagli in quella che sarà la nostra casa in questi tre giorni Milanesi, cominciamo i nostri giri di lavoro spostandoci da una parte all’altra della città, la cosa che ci rassicurava sempre è che essendo l’Hotel Manin Milano centrale rispetto a tutti i punti nevralgici di Milano, era facilmente raggiungibile tutte le volte che volevamo rinfrescarci.

L’hotel questa volta è stato davvero vissuto come una casa, e ogni volta era un piacere tornare anche solo per una pausa caffè da fare nel loro magnifico cortile il Manin Garden.

A proposito di questo, avendo passato molto tempo in hotel e quindi con lo staff siamo venuti a sapere un pò di cosine su questa storica casa di Milano.

Si… proprio casa avete capito bene, in alcuni documenti della metà del XIX secolo si parla infatti di una casa sita in contrada della Cavalchina ( l’attuale via Manin ) data “in affitto per uso albergo”. Nel 1904 la famiglia Colombo ne assume la gestione dando vita ad un’unione Colombo-Manin che dura ancora fino ad oggi, passando per ben quattro generazioni, un valore aggiunto il fatto che sia ancora oggi a gestione familiare.

Nell’ agosto del 1943, durante la seconda guerra mondiale, il Manin, fu completamente distrutto durante i bombardamenti notturni su Milano ma nel 1948 fu ricostruito e ammodernato.

L’hotel è enorme si sviluppa su sette piani ed ha a disposizione 124 stanze , divise tra camere vista giardino interno che offrono assoluto relax e silenzio, a quelle vista parco sempre bellissime e rilassanti, che si affacciano sul verde dei giardini pubblici.

Dalle camere Superior con arredamento moderno, alle nuove Panoramic Room che si trovano all‟ultimo piano con vista parco e Duomo.

Dalle ampie Junior Suite con arredamento piu classico, alla nuova e moderna Executive Suite con ampia vista sul giardino dell‟albergo o le Deluxe con bagno Turco che affacciano sul parco..

Al 7° piano, la nuova Panoramic Suite con minipiscina, unica a Milano, un concentrato di lusso ed eleganza, quella che abbiamo scelto noi come vi dicevamo all’inizio.

Una storia che però ci ha colpito è quella del cortile che noi amiamo particolarmente visto che tra caffè e pause varie ci abbiamo passato molto tempo e che in questo periodo autunnale assume dei colori fantastici, il così detto Manin Garden.

Dovete sapere che una cosa che ci ha colpiti già la prima volta che abbiamo soggiornato qui, sono state le statue presenti nel cortile, statue di marmo perfettamente inserite in quella che è la struttura di questo spazio.

Bene siamo venuti a sapere dallo staff che quando cominciarono i lavori di restauro e ricostruzione dell’hotel dopo i bombardamenti, si scopri che il giardino privato dell’ Hotel Manin sorge sui resti di un antico cimitero romano del 300 a.c. furono ritrovate molte statue e si decise di reinserirle come arredo in questo che è un tipico giardino all’italiana degli anni 30’ contornato da aiuole, statue come dicevamo, e sedute coccolanti delineate da tendaggi che delimitano il dehors del ristorante.

Questo cortile viene molto apprezzato ci dicevano i ragazzi dello staff, dalla clientela come luogo ideale per brunch, feste, pranzi o cene aziendali.

Ultimamente è stata inserito un format molto interessante per la pausa pranzo in Hotel e cioè “ l’Insalateria “. Si tratta nuovo concept legato al green food ideato per chi ha poco tempo in pausa pranzo ma non vuole perdersi il piacere di gustare qualcosa di particolare in tranquillità.

Consente a tutti di comporre, la propria insalata ideale scegliendo dal fornitissimo “green corner” ortaggi, verdure e materie prime freschissime. Ogni giorno è proposto un vasto assortimento di prodotti naturali provenienti da produttori selezionati, seguendo il più possibile l’eco-criterio del km 0, creando cosi un pranzo green “su misura”.

Addirittura ci dice il responsabile del Manin Restaurant per rispondere alle esigenze di chi ha fretta e non può fermarsi per il pranzo, senza rinunciare al proprio green lunch, c’è la possibilità di preparare una ricca insalata e di portarla via nelle pratiche ed eleganti confezioni “take away”.

Nei mesi autunnali Insalateria si sposa all’interno nel tranquillo ristorante, questo business lunch racchiude la tradizione enogastronomica milanese che l’Hotel Manin segue da diversi anni con la sua cucina fortemente legata ai profumi e ai sapori del territorio, ed è composto da piatti à la carte preparati dallo chef Davide Cesati.

La sera decidiamo di cenare in hotel nel Manin Restaurant (http://www.hotelmanin.it/it/ristorante-e-bar.html) e le aspettative non vengono assolutamente deluse, già dall’atmosfera che la sala ristorante crea.

Luci soffuse ma intense e una parete con giardino pensile che fa uscire fuori tinta l’anima green di questo luogo.

Partiamo con un aperitivo in giardino nell’American Bar “All’ Antica Cavalchina” che in realtà era chiuso perché anche questo riaprirà a primavera trovandosi sempre inserito nel cortile, ma per noi hanno fatto un eccezione. E veniamo a scoprire un’altra curiosità, chiedendo ai ragazzi dello staff il perché di questo strano nome, Cavalchina 1418, ci raccontano che praticamente è la storia stessa della nascita dell’hotel, che troviamo racchiusa tutta in questo testo di Carlotta Poletti Colombo (parte integrante della famiglia proprietaria dell’hotel).

“Il 29 gennaio 1865 venne affittata ad uso albergo la casa al n. 1418 della via Cavalchina (ora via Manin, 7). L’affitto durava nove anni sino al 1874. In tale data i conduttori dell’albergo prendevano in affitto anche il n. 1419 che era rimasto fino ad allora ad uso abitazione privata. Si fece così dell’antica trattoria del Bettolino e delle due case un unico albergo con la facciata principale al n. 1418 della via Cavalchina.”

Scoperto questo altro piccolo aneddoto di questo hotel che non finisce di stupirci, cominciamo la nostra serata con un’ aperitivo. Proviamo il loro P31 aperitivo green ideato dallo staff dell’hotel e prendiamo il classico spritz, imperdibile a Milano, il tutto accompagnato da appetizer con una particolarità tipica meneghina le mondeghili che qui fanno con l’antica ricetta, polpettine di carne tipiche della cucina Milanese.

La parte ristorazione offre un ampia scelta di piatti tipici e non, ma quello che ci ha fatto piacere scoprire parlando con lo chef Davide Cesati è che la maggior parte dei prodotti sono scelti a Km zero e cosa molto bella che ormai non trova quasi più è la loro pasta fatta in casa. Tanto che per assaggiarla abbiamo preso i loro Tortelli ripieni di baccalà. Naturalmente non abbaiamo mangiato solo quello, anzi… Abbiamo preso:

Un ‘antipasto di Crudo di parma stagionato 24 mesi con gnocco fritto, fichi “ verdino “ e uva bianca ,

Un antipasto “ Ricetta antica” di vitella tonnata

Un primo come dicevamo, di tortelli con sfoglia di produzione propria ripieni di baccalà

Un Ombrina “ in leggerezza” con spinaci novelli

La prima mattina passata in hotel, visto la fretta per gli appuntamenti che avevamo, abbiamo optato per una colazione in sala servita a buffet, la scelta è davvero ampia e si può optare sia per una colazione classica all’italiana sia per una colazione più internazionale.

Viste le temperature abbastanza gradevoli ancora abbiamo optato per una colazione in cortile tra i colori delle foglie cadenti dell’edera dalle sfumature rosse, una vera delizia per gli occhi.

L’ultimo giorno però visto che stavamo un pò più tranquilli abbiamo deciso per una colazione in stanza e ci siamo goduti un pò la suite usufruendo finalmente della minipiscina Jacuzzi prima, e della meravigliosa vasca da bagno poi.

Un pò di lavoro in stanza e poi prima di ripartire una piccola passeggiata nelle vie che circondano il Manin.

Un esperienza davvero fantastica, perché oltre a tutti i confort che abbiamo provato ad elencarvi quello che anche questa volta ci ha stupito favorevolmente è quella familiarità, cortesia oltre che ad un infinita professionalità che si respira sempre entrando dalla porta di questa Casa Antica di Milano.


Thanks to:

Hotel Manin Milano  

Manin Restaurant

Fioraio Bianchi caffè Milano

per il bellissimo mazzo di fiori di benvenuto (di loro vi parleremo preso)


Credits: Isabella Talone | Fabrizio Politi

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